I tumori di Klatskin sono un sottogruppo dei carcinomi delle vie biliari. Con il termine tumore di Klatskin si raggruppa l'entità dei tumori biliari periilari compresi tra lo sbocco del dotto cistico e le diramazioni fino alla 2ª generazione del dotto biliare destro e sinistro.
Eziologia
Il concetto attuale sullo sviluppo dei carcinomi delle vie biliari si basa, in modo analogo ai carcinomi del tratto gastrointestinale, sulla cosiddetta sequenza adenoma-carcinoma. Si ritiene che questa venga innescata da una combinazione di alterazioni infiammatorie croniche con aumentato turnover cellulare e una colestasi prolungata o recidivante. Le condizioni predisponenti sono quindi le anomalie congenite delle vie biliari come la sindrome di Caroli, le cisti del coledoco, lo sbocco anomalo delle vie biliari e le malattie infiammatorie stenosanti delle vie biliari come la colangite sclerosante o l'infezione da trematodi epatici.
Classificazione di Bismuth-Corlette
I colangiocarcinomi ilari furono descritti per la prima volta da Klatskin nel 1965. Dieci anni dopo, Bismuth et al. classificarono gli ECC (colangiocarcinomi extracellulari) in base al loro pattern anatomico di interessamento. Questa classificazione clinico-chirurgica si basa unicamente sulla diffusione del carcinoma lungo le vie biliari e distingue 4 tipi principali:
I. Il carcinoma interessa solo il dotto biliare principale distalmente alla biforcazione.
II. Il tumore è localizzato a livello della biforcazione senza interessamento del dotto biliare destro e sinistro.
III. Sono interessate sia la biforcazione sia il dotto biliare destro o sinistro, dove con IIIa si indica l'interessamento del dotto destro e con IIIb l'interessamento del dotto sinistro.
IV. Crescita tumorale estesa lungo le vie biliari con interessamento della biforcazione e di entrambi i dotti biliari con coinvolgimento delle diramazioni di 2° ordine oppure crescita tumorale discontinua.
Linfonodi regionali
I linfonodi regionali del carcinoma periilare delle vie biliari sono solo i linfonodi ilari e pericoledocici nel legamento epatoduodenale
