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Gestione perioperatoria - TEA aperta della biforcazione carotidea sinistra con endoarteriectomia per eversione (EEA) dell'arteria carotide interna in stenosi sintomatica della biforcazione carotidea

  1. Indicazioni

    1. Stenosi carotidea asintomatica

    Una stenosi viene classificata come asintomatica quando negli ultimi sei mesi non si sono manifestati sintomi associati alla stenosi.

    Secondo le attuali linee guida, a partire da una stenosi carotidea asintomatica del 60% può essere raccomandata la disostruzione chirurgica, purché il rischio perioperatorio di ictus sia < 3 %. Inoltre i pazienti dovrebbero avere un'aspettativa di vita superiore ai 5 anni.

    In caso di stenosi carotidea asintomatica, traggono particolare beneficio da una terapia invasiva i pazienti con i seguenti fattori di rischio:

    • stenosi progressive nonostante terapia farmacologica ottimale, inclusa l'astensione dal fumo
    • occlusione controlaterale della carotide interna
    • stenosi controlaterale sintomatica, stenosi ipsilaterale asintomatica di grado elevato
    • intolleranza alle statine
    • morfologia sfavorevole della placca carotidea, ad es. trombi flottanti o ulcere
    • emorragie all'interno della placca alla RM
    • microembolia al Doppler transcranico
    • infarti silenti alla TC o alla RM
    • riserva cerebrovascolare ridotta

    2. Stenosi carotidea sintomatica

    Le stenosi carotidee sintomatiche dovrebbero essere operate a partire da un grado di stenosi del 50 %, con un rischio perioperatorio di ictus < 6 %.

    Tempistica:

    • in caso di TIA o ictus non invalidante, possibilmente entro le prime 2 settimane (placca rotta con aumentato tasso di re-embolizzazione e maggior rischio di ictus)
    • in caso di TIA in crescendo (TIA carotideo-associate ripetute a intervalli di tempo sempre più brevi) come intervento d'urgenza a scopo di prevenzione secondaria
    • in caso di ictus conclamato in pazienti stabili con sintomatologia neurologica in regressione il più precocemente possibile; è necessaria la rilevazione preoperatoria alla RM di alterazioni intracraniche della barriera ed emorragie progressive; indicazione interdisciplinare!
    Stadiazione della stenosi carotidea

    Stadio I

    Stenosi asintomatica

    IA

    senza stenosi/occlusione controlaterale di alto grado

    IB

    con stenosi/occlusione controlaterale di alto grado

    Stadio II

    Ischemia cerebrale reversibile (< 6 mesi)

    IIA

    Amaurosis fugax

    IIB

    attacco ischemico transitorio (TIA) (sintomi < 24 h)

    Stadio III

    Ictus ischemico > 24 h con restituzione clinica

    IIIA

    TIA in crescendo

    IIIB

    ictus acuto/progressivo

    Stadio IV

    Ictus ipsilaterale < 6 mesi

    Rankin 0

    nessun deficit neurologico rilevabile

    Rankin 1

    deficit minimo, senza compromissione funzionale

    Rankin 2

    ictus lieve, attività quotidiane possibili

    Rankin 3

    ictus moderato, deambulazione autonoma possibile

    Rankin 4

    ictus grave, deambulazione possibile solo con assistenza

    Rankin 5

    ictus molto grave, allettato o in sedia a rotelle

  2. Controindicazioni

    • le stenosi lunghe ed estese in senso prossimo-distale dell'arteria carotide interna non sono idonee all'EEA; questa è limitata alle stenosi brevi e vicine all'origine
    • gravi calcificazioni transmurali estese fino a livello intracranico della biforcazione carotidea
    • esiti di dissezione del collo (neck dissection) con radioterapia
    • raramente adipositas permagna con appianamento della silhouette del collo
    • infezioni locali floride, anche in ambito otorinolaringoiatrico e dentale
    • gravi comorbidità cardiopolmonari
    • grave deficit neurologico con necessità di assistenza
  3. Diagnostica preoperatoria

    Anamnesi

    • fattori di rischio vascolare: fumo, ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete mellito

    Esame clinico-neurologico

    • > 90 % delle stenosi e occlusioni dei vasi sovraaortici (ACI, arteria vertebrale ecc.) rimangono spesso clinicamente asintomatiche e vengono rilevate nell'ambito di esami di screening o di imaging preoperatorio
    • i sintomi di una lesione dei vasi che irrorano il cervello dipendono dal vaso interessato, dal decorso temporale e dalla circolazione collaterale prevalente (ad es. attraverso il circolo arterioso cerebrale)
    • i sintomi tipici di un disturbo del territorio carotideo (arteria carotide interna) sono:

    → sintomatologia emilaterale motoria o sensitiva (ad es. «emiplegia»)

    → Amaurosis fugax (cecità monolaterale transitoria: arteria oftalmica)

    → disturbi delle funzioni corticali (linguaggio, percezione visuo-spaziale)

    → piuttosto atipici: deficit del campo visivo omonimi bilaterali

    • Importante: l'auscultazione dell'arteria carotide non è idonea alla rilevazione della stenosi!

    Esame cardiologico

    • il 30 % dei pazienti presenta una cardiopatia ischemica (CAD) meritevole di trattamento

    Ecocolor-Doppler

    Nell'esame ecografico dei vasi extracranici che irrorano il cervello devono sempre essere valutati tutti i vasi in scansione trasversale e longitudinale:

    • arteria carotide comune dal tratto prossimale fino alla biforcazione carotidea
    • biforcazione carotidea con arteria carotide interna a origine dorsolaterale
    • arteria carotide esterna
    • arteria vertebrale nei segmenti da V1 a V3
    • arteria succlavia e arteria ascellare

    ricerca di placche emodinamicamente rilevanti e loro descrizione morfologica (B-mode):

    • iperecogena versus ipoecogena
    • omogenea versus disomogenea
    • a superficie liscia versus irregolarmente configurata

    Parametri di placca prognosticamente sfavorevoli:

    • struttura interna della placca ipoecogena
    • placca estesa > 1 cm
    • diametro della placca > 4 mm
    • pulsazione longitudinale della placca in direzione distale

    Secondo l'accordo internazionale, la quantificazione della stenosi deve essere effettuata secondo i criteri NASCET.

    Angio-RM con mezzo di contrasto o, in alternativa, angio-TC

    • validazione dei reperti ovvero pianificazione della terapia
    • valutazione dei vasi intracranici ed eventuali danni parenchimali (pregressi infarti cerebrali)

    Angiografia digitale a sottrazione (DSA) delle arterie che irrorano il cervello (raramente necessaria)

    • solo quando con le metodiche non invasive non è possibile una conclusione univoca e ne deriva una conseguenza terapeutica
    • esempio: stenosi da inginocchiamento non visualizzabile con RM o TC

    TC o RM dell'encefalo

    • nei pazienti sintomatici imaging del parenchima prima della rivascolarizzazione programmata
    • nei pazienti asintomatici tale imaging può fornire importanti informazioni aggiuntive, ad es. l'evidenza di un infarto cerebrale clinicamente silente

    Radiografia del torace

    Laboratorio

    • emocromo
    • elettroliti
    • coagulazione
    • indici di ritenzione (funzione renale)
    • enzimi epatici
    • lipidi ematici
    • gruppo sanguigno

    In tutti i pazienti con stenosi carotidea aterosclerotica devono essere rilevate ulteriori patologie conseguenti all'aterosclerosi (cardiopatia ischemica [CAD], arteriopatia obliterante periferica [AOP])!

  4. Preparazione specifica

    • marcare il lato
    • digiuno 2 – 6 ore a seconda dello standard della struttura
    • mantenere l'antiaggregante; in caso di terapia duplice decisione individuale a seconda del profilo di rischio cardiaco
  5. Consenso informato

    Rischi operatori generali

    • Emorragie gravi, trasfusioni di sangue, trasmissione di epatite/HIV tramite emoderivati di donatore
    • Allergia/intolleranza
    • Infezione della ferita
    • Trombosi/embolia
    • Danno cutaneo, vascolare, nervoso ad es. da posizionamento
    • Cheloidi

    Rischi operatori specifici

    • Disturbi della perfusione cerebrale/ictus
    • Disturbi della perfusione oculare fino alla cecità
    • Lesione dei nervi cervicali: raucedine, perdita della voce, disturbi della deglutizione e della respirazione, paresi dell'angolo della bocca, deficit dell'elevazione della spalla
    • Emorragie secondarie, compressione tracheale da ematoma, decompressione chirurgica d'urgenza
    • Lesione del glomus caroticum: aritmie, oscillazioni della pressione arteriosa
    • Complicanze cardiopolmonari: infarto miocardico, polmonite, embolia polmonare
    • Sindrome da iperperfusione: crisi convulsive, deficit neurologici, cefalea di tipo emicranico, edema cerebrale, emorragia cerebrale
    • Aneurisma della sutura → reintervento
    • Angiografia intraoperatoria: insufficienza renale da mezzo di contrasto

    Rischi specifici in caso di intervento in anestesia regionale (plesso cervicale)

    • Sindrome di Horner (ptosi palpebrale)
    • Sensazione di calore al volto, raucedine, difficoltà respiratorie
    • Anestesia concomitante di strutture adiacenti: plesso brachiale, midollo spinale cervicale
Anestesia

ITNAnestesia regionale (plesso cervicale) in pazienti collaboranti; non in caso di lesioni carotide

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